HOME
Presentazione
Il comitato
La storia
ASBUC
Parole e proverbi
Cucina
Archivio fotografico
Storie di paese
Eventi e notizie
Ultimissime
Cronache di paese
Numeri utili
Le vostre foto
Contatti
Guestbook
Dove siamo

LUGLIO 2007

ULTIMO NO PER L'IKEA

PISA. Il progetto presentato da Ikea per Migliarino è del tutto incompatibile con le norme in materia di commercio e grande distribuzione vigenti a livello regionale. A ribadirlo è la consigliera regionale - indicata come possibile neo assessore di Rifondazione comunista - Roberta Fantozzi. Rispondendo alla presa di posizione del comitato Sviluppo & Futuro che ha raccolto migliaia di firme in favore del megastore, Fantozzi sottolinea come le norme che regolano la grande distribuzione in Toscana prevedono un massimo di 12.000 metri quadri per quel che riguarda strutture singole di grande distribuzione e di 15.000 per i centri commerciali, mentre il limite dimensionale legato al numero di abitanti del comune è ancora più basso.

«Né è vero - prosegue la consigliera - come si sente dire talvolta che il Piano di indirizzo territoriale adottato a livello regionale metta in discussione tali limiti, stante il fatto che è esplicito il rimando alla normativa che regola il settore del commercio. Quelle norme sono dettate dalla necessità di assicurare un rapporto equilibrato fra grande, media e piccola distribuzione, fra realtà territoriali e insediamenti commerciali, di sostenibilità ambientale e sociale. Una preoccupazione che è anche la nostra». Soffermandosi sulle valutazioni di merito della questione, la consigliera di Rifondazione riafferma il no al progetto Ikea.

«Non si tratta - precisa - di una opposizione “ideologica” alla grande distribuzione ma ad una operazione che comporterebbe dal punto di vista dell’assetto del territorio, dello sviluppo futuro della comunità di Vecchiano, degli impatti ambientali e sociali uno stravolgimento non solo di una storia, ma anche delle scelte più recenti operate dall’amministrazione. Come è noto non si tratta solo di Ikea, ma di un insediamento commerciale per complessivi 36.000 mq di vendita vale a dire la metà della superficie di vendita totale dell’intera provincia, di volumetrie gigantesche, di parcheggi per 6.000 auto, di un aumento dei flussi di traffico incompatibile con viabilità già satura. La stessa prospettiva di nuovi posti di lavoro, agitata in maniera inaccettabilmente semplicistica, va correttamente indagata. Non solo perché per una serie di strutture commerciali si tratterebbe di un semplice spostamento, ma anche perché nessuno ha conteggiato quanti altri posti di lavoro sarebbero messi a rischio nello stesso settore commerciale».
net-service